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Il giorno del Parto e l’importanza di avere le persone giuste al proprio fianco

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Il giorno del Parto. L’importanza di avere le persone giuste al proprio fianco.

Esattamente 4 mesi è nata Grace.

E visto che oggi è la giornata internazionale della ostetrica vorrei ringraziarle pubblicamente.

Così ❤️vi racconto com’è andata.

Per 40 settimane cioè 9 lunghissimi mesi, una donna in gravidanza pensa ininterrottamente al momento del parto. Per lo meno per me è stato così.

Poi arriva quel momento e dal secondo dopo quasi non ci pensi più.

Perché si ha la fortuna di avere tra le mani, una piccola creatura che hai creato con amore, che ti guarda con gli occhi spalancati, che urla di pianto e tu piangi di gioia per avergli dato la vita.

Senza dubbio però ci sono due cose davvero fondamentali per affrontare il momento del parto in serenità:

  • Avere al proprio fianco le persone giuste che riescono a trasmetterti serenità
  • Riuscire a concentrarsi solo sulla respirazione.

Sembra facile, ma non è così.

Il momento del parto è un momento magico, solo se vissuto in modo giusto, con le OSTETRICHE giuste al proprio fianco, con le persone che oltre ad amare il proprio lavoro sono Donne con D maiuscola, quelle Donne che sanno trasmetterti tranquillità, anche in un momento così particolare come il travaglio.

Ma la cosa più importante è pensare di farcela.

SI ma non è semplice! Io questa volta ho pensato davvero di non farcela.

Ora vi racconto com’è andata.

Dopo giorni full in tutti i sensi, con di mezzo le feste di Natale, Santo Stefano e Capodanno, con Suemi incollata a me 24 ore su 24, ero davvero molto stanca, non riuscivo a rilassarmi e godermi gli ultimi giorni di gravidanza come una mamma dovrebbe fare.

Così quella mattina, dopo aver sfornato l’ennesima torta, una super chiffon cake al limone, parlo con Luca dicendogli che avevo bisogno di staccare da tutto, di rimanere a casa, (ma da sola!!!) avevo bisogno di rilassarmi e concentrarmi solo su me stessa.

Mancava davvero poco, presto sarei diventata nuovamente mamma e quasi stentavo a crederci.

La Valigia è sotto l’albero di Natale da giorni. Ho finito il termine da 4 giorni e ogni momento può essere quello giusto. Sono a 40+4.

Alle ore 13:00 avverto le prime contrazioni.

Accendo l’App sul cellulare e inizio a monitorare. Cavolo sono fitte, intense e soprattutto iniziano ad essere regolari. Ma sono a casa da sola, quindi chiamo mio marito e inizio a dirgli di riavvicinarsi verso casa, le contrazioni iniziano a sentirsi. Per la prima volta che sono usciti senza di me, devono già tornare, forse è il caso di andare al pronto soccorso.

Intanto mi faccio venir a prendere da mia mamma, provo a mangiare qualcosa, ma soprattutto faccio una doccia calda.

Alle 15.00 entriamo al Pronto soccorso dell Ospedale San Raffaele visita di controllo e monitoraggio, ma sono solo a 2 cm di dilatazione, le contrazioni da sdraiata si fermano e dopo una nuova visita di controllo mi mandano nuovamente a casa.

Rientro a casa alle 18.00, ma a casa c’è aria di festa, mia suocera ha preparato la pizza, ho la casa con tutti i parenti compresi i suoceri, non manca nessuno.

Mi sento strana…accenno un leggero sorriso e decido di farmi una nuova doccia.

10 minuti dopo è successo di tutto. Contrazioni fitte regolari ma soprattutto intense.

Non riesco a stare in piedi quindi provo a sdraiarmi sul letto, mi rendo conto che le contrazioni sono davvero troppo forti, continuo a ripetere che il dolore è troppo intenso ed a ogni contrazioni stringo fortissimo la mano di mia mamma e di mia Zia, anche lei al mio fianco, sono cosi forti che mi sembra quasi di impazzire.

Luca cerca di distrarre Suemi, poi però decide di portarla in camera, mi abbraccia e mi stringe la mano.

Cerca di rassicurarmi…”vedrai mamma andrà tutto bene”.

Io mi commuovo e piango, è cosi piccola ma cosi cosciente di tutto.

La situazione in poco tempo diventa ingestibile i dolori sono troppo forti, non mi reggo in piedi mi tremano le gambe dai dolori.

Così mia mamma mi costringe a ritornare in Ospedale.

Con uno sguardo perso, saluto tutti, piango e rido ma non capisco più nulla, saliamo in macchina ed andiamo.

Per fortuna abitiamo vicino e meno di 10 minuti entriamo d urgenza al Pronto soccorso.

Sono in pieno travaglio, un infermiere mi sorride e mi rassicura che tutto andrà bene, mi da la mano e io la stringo forte, come se fosse un carissimo nonno.

Mi fa sedere sulla sedie a rotelle e mi porta d’urgenza al 7 °piano.

Sono le 20.08 c’è stato da poco il cambio turno.

Mi accolgono due giovanissime ostetriche con il sorriso.

Non è scontato, non è da tutti essere gentili e trasmettere serenità in momento così delicato.

Chiedo di poter stringere la loro mano per sentire conforto e per trasmettermi coraggio.

Ringrazio Dio per avermi mandato delle ragazze opssss DOTTORESSE di animo buono e dal cuore tenero.

Infinitamente grazie a Greta, Lucrezia, Simona, Katia, Francesca, Maria e Francesco dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

E così, tra sogno e realtà Il 4 gennaio 2020 alle 21.08. È nata Grace.

La scelta del nome è stata precisa fin da subito, volevamo un nome per dire Grazie per il Dono che avevamo ricevuto.

Grace, Grazia, Dono di Dio, ma anche bellezza, favore, riconoscenza e dolcezza.

Ma è proprio GRAZIE la parola che in quei giorni ho ripetuto più volte.

GRAZIE in primis alle persone a me più care, che negli ultimi giorni si sono presi cura di me, di noi, trasmettendomi la forza e il coraggio.

Ultima non per importanza, Sonia Bozzini, l’ostetrica che esattamente 6 anni fa, avevo avuto il piacere di conoscere in sala parto e che mi è stata vicina psicologicamente e moralmente nelle ultime settimane di gravidanza. Ho sperato e pregato, fino all’ ultimo secondo di poterla avere vicino anche durante questo travaglio, ma il suo turno non è coinciso con il mio travaglio.

Sono certa che senza il sostegno di tutte queste persone, tutto sarebbe stato molto più difficile.

Infine GRAZIE A TE, LUCA per avermi sopportato in questi lunghi mesi e per gli ultimi giorni intensi di stress e nervosismo.

GRAZIE per avermi dato la forza di non mollare mai fino alla fine e avermi regalato la possibilità di essere Mamma Bis.

È proprio vero non esistono posizioni, urla, musiche o parole, c’è solo ed esclusivamente il nostro RESPIRO, perchè solo NOI MAMME troviamo quella Forza infinita di dare la VITA.

Ospedale San Raffaele Milano

A Milano splende il sole, papà sta arrivando a prenderci, riusciamo a vederlo dalla finestra, siamo emozionati, stiamo per uscire dall’Ospedale, ci aspetta una nuova avventura da vivere, ora siamo in 4 !

Benvenuta tra noi, piccola Grace

Abito di Grace Nucleo Kids.

I miei lievitati migliori

Suemi e Grace

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A presto Zucchero e Valigia

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